giovedì 3 febbraio 2011
L'Haggadah di Sarajevo e i Giusti dell'Islam
In occasione del giorno della memoria già dal 2008 gira per le cittò d'Italia una mostra dal titolo provocatorio: "Giusti dell'Islam", realizzata da Giorgio Bernardelli per PIME Onlus: in 25 pannelli vengono raccontate alcune storie di musulmani che salvarono ebrei dai rastrellamenti nazifiascisti durante la seconda guerra mondiale, in nome di un principio contenuto sia nel Talmud che nel Corano: "Chi salva una vita, salva il mondo intero". Forse anche il semplice senso di umanità e fratellanza hanno spinto queste persone a mettere a rischio se stessi e i propri cari per salvare vite umane: gli episodi si sono verificati sopratutto nella ex-Jugoslavia e in Albania. Tra queste storie si distingue quella di Derviš Korkut, funzionario del Museo Nazionale della Bosnia Erzegovina, che non solo ha salvato la vita a una donna ebrea, Mira Papo, ma ha anche sottratto ai nazisti un manoscritto preziosissimo della cultura ebraica, risalente al XIV secolo, l'Haggadah di Sarajevo, consegnandolo a un iman musulmano che lo ha cusotdito nella sua librearia in uno sperduto villaggio della Bosnia, ai piedi del monte Bjelašnica.
Così scrive Azra Nuhefendić:
"L’Haggadah è un libro ebraico di cerimonie, una collezione di storie bibliche, di preghiere e di salmi che riguardano la Pesach, la festa che celebra la liberazione degli ebrei dall’Egitto: il manoscritto illustrato risale al XIV secolo e proviene da Barcellona. Il suo valore è stimato intorno ai 700 milioni di dollari
L’Haggadah di Sarajevo, inoltre, ha la particolarità di presentare immagini di persone, nonostante la religione ebraica lo vieti. Il manoscritto si distingue anche per alcuni concetti insoliti. In questo magnifico volume, fatto nel quattordicesimo secolo, la terra è presentata come rotonda.
L’Haggadah di Sarajevo fu creata a Barcellona, nel 1350 circa, probabilmente per una ricca famiglia ebraica. Dopo il Decreto di Alhambra, nel 1492, gli ebrei furono espulsi dalla Spagna. Tanti manoscritti in ebraico furono distrutti, ma l’Haggadah di Sarajevo sopravvisse. Riapparse nel 1609, a Venezia. Il prete cattolico Domenico Vistorini, che l’aveva ispezionata, si accertò che non contenesse nulla contro la Chiesa, annotando sull’ultima pagina del libro: “Revisto per mi”. Nel 1894 l’Haggadah ricomparve a Sarajevo. Il Museo Nazionale della Bosnia Erzegovina l’ha acquisito dalla famiglia di Josef Kohen."
[...]
"L’Haggadah di Sarajevo è poi sopravvissuta ad un’altra guerra, quella in Bosnia Erzegovina tra il 1992 e il 1995. Questa volta a mettere il manoscritto al sicuro ci pensò il prof. Emir Imamović, direttore del Museo Nazionale. Insieme con un gruppo di poliziotti prelevò il manoscritto dal Museo, che era situato proprio sulla linea del fronte."
[...]
"Dopo la guerra, l’Haggadah di Sarajevo fu finalmente esposta nel Museo Nazionale di Sarajevo, custodita in un box con la massima sicurezza. Per la Pesach del 2006 ne sono state stampate 613 copie (il numero simbolico corrisponde alle leggi ebraiche spiegate nel manoscritto sacro)".
http://guide.supereva.it/biblioteche/interventi/2009/08/lhaggadah-di-sarajevo.
http://www.missionline.org/index.php?l=it&art=1636
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